L’offensiva globale di Denza: dal lusso da 1000 CV della Z9 GT in Italia ai fuoristrada estremi B5 e B8
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Il colosso cinese BYD ha deciso di smettere di bussare timidamente alla porta del mercato premium per buttarla giù a spallate. E lo fa schierando l’artiglieria pesante attraverso il suo marchio di lusso Denza, con un’offensiva su due fronti che copre l’intero spettro delle quattro ruote. Da una parte lo sbarco in Italia con una straripante maxi-wagon progettata per divorare l’asfalto; dall’altra, il debutto asiatico di due fuoristrada ibridi infarciti di tecnologia e sospensioni intelligenti, pronti a sbarcare sui mercati internazionali. Due filosofie diametralmente opposte, unite dalla stessa fame di quote di mercato.
Una shooting brake che non chiede permesso
L’ariete scelto per l’Italia si chiama Denza Z9 GT. Scordatevi i profili rassicuranti dei soliti SUV: qui parliamo di una wagon filante, bassa e aggressiva, che si distende per ben 5,2 metri di lunghezza. Il frontale arrotondato e i fari affusolati richiamano il family feeling di casa BYD, ma è la fiancata pulita, con le maniglie a scomparsa e i retrovisori digitali opzionali, a far capire che l’aerodinamica ha dettato legge. Dietro, la coda sfuggente chiude con un lunotto decisamente inclinato, luci su due livelli e un alettone attivo che fa capolino alle alte velocità per incollare l’auto a terra.
Sotto il vestito, i numeri fanno impallidire più di una supercar. La Z9 GT arriva con la trazione integrale di serie, declinata in due varianti propulsive che non conoscono mezze misure. L’elettrica pura scarica a terra l’assurdità di 965 CV grazie a tre motori (uno davanti, due dietro che lavorano in modo indipendente), alimentati da una batteria da 100 kWh che promette circa 630 km di autonomia media. Se preferite non dipendere esclusivamente dalle colonnine, c’è la versione ibrida plug-in: un 2.0 turbo a quattro cilindri da 207 CV che, accoppiato a due motori elettrici, porta la potenza di sistema a 870 CV. In questo caso la batteria scende a 38,5 kWh, garantendo comunque 161 km di marcia a zero emissioni nelle condizioni ideali.
Abbiamo avuto modo di saggiare brevemente la variante PHEV e, al netto degli ingombri da transatlantico, l’auto risponde con una reattività e un comfort inaspettati. Lo sterzo è onesto, ma la vera magia avviene grazie all’asse posteriore sterzante e alle sospensioni pneumatiche. Le ruote dietro si muovono in controfase per tagliare il diametro di sterzata a soli 9,24 metri – roba da far invidia a un’utilitaria – o in fase per stabilizzare i curvoni veloci. In manovra, la Z9 GT è persino in grado di traslare lateralmente o ruotare su se stessa facendo perno su una ruota anteriore. Una chicca ingegneristica pazzesca, anche se sarà interessante valutare l’aspettativa di vita dei pneumatici se si abusa di questa “danza” sull’asfalto.
Il listino ufficiale per l’Italia è ancora in fase di definizione, ma le stime parlano chiaro: serviranno circa 80.000 euro per l’elettrica e 70.000 euro per la plug-in (ammesso che quest’ultima venga confermata per il nostro mercato).
Il salotto buono (con tre schermi)
L’abitacolo della Z9 GT è esattamente quello che ti aspetti da un’ammiraglia cinese di ultima generazione: un trionfo di pelle ecologica, finiture curate e una valanga di pixel. La plancia è dominata da tre display affiancati. Chi guida ha a disposizione un quadro strumenti da 13,2 pollici, affiancato da un mastodontico schermo centrale da 17,3 pollici dall’ottima risoluzione. Anche il passeggero non è stato dimenticato, con un monitor dedicato da 13,2 pollici per l’intrattenimento. A far suonare il tutto ci pensa un impianto audio a venti altoparlanti firmato dai francesi di Devialet.
Lo spazio è semplicemente sconfinato. Il passo di 3,13 metri si traduce in una libertà di movimento regale per chi siede dietro, complice il pavimento perfettamente piatto. Anche in tre sul divano posteriore non si litiga per i centimetri, e la linea spiovente del tetto non sacrifica la testa dei passeggeri più alti.
Dalle autostrade agli sterrati: arrivano le B5 e B8
Mentre l’Europa si prepara ad accogliere la Z9 GT, in Cina la holding ha appena svelato le versioni aggiornate dei suoi SUV fuoristrada, commercializzati in patria sotto il marchio Fang Cheng Bao (Bao 5 e Bao 8) ma destinati ai mercati esteri proprio con il badge Denza B5 e B8.
La grande novità introdotta il 13 maggio con queste “Flash-Charge Edition” è il debutto del sistema di sospensioni idrauliche intelligenti YunNian-P Ultra. Non è il solito ammortizzatore adattivo: BYD ha sostituito la struttura a singola valvola con una a doppia valvola, introducendo tre livelli di rigidità e un sistema di lettura anticipata della strada. I numeri della scheda tecnica fanno paura: l’assetto può sollevare una singola ruota di ben 30 cm, variare l’escursione totale di 20 cm e sopportare un carico di sollevamento di 9 tonnellate. Se doveste distruggere una gomma in mezzo al nulla, il sistema è persino in grado di bilanciare i pesi per permettere la guida su tre ruote.
La Denza B5 è il “piccolo” della famiglia, per quanto i suoi 4,88 metri di lunghezza possano essere considerati compatti. Monta un powertrain ibrido plug-in basato su un 1.5 turbo e due motori elettrici (200 kW all’anteriore, 285 kW al posteriore). La potenza combinata tocca i 505 kW con 760 Nm di coppia, mentre la batteria da 46,7 kWh spinge l’autonomia dichiarata nel ciclo combinato a 1.310 km.
La sorella maggiore, la Denza B8, sfrutta invece la piattaforma DMO e sfiora i 5,2 metri. Sotto il cofano c’è un più corposo 2.0 turbo abbinato ai motori elettrici, per una potenza totale di 550 kW. Lo scatto da 0 a 100 km/h è bruciante (4,8 secondi), e anche qui l’autonomia complessiva tocca quota 1.380 km. Disponibile a cinque, sei o sette posti, la B8 si impone come l’ammiraglia tecnologica del gruppo per l’off-road. Di serie sfoggia il sistema di guida autonoma Huawei ADS 4, supportato da un arsenale di due sensori Lidar, tre radar a onde millimetriche, 12 sensori a ultrasuoni e 11 telecamere.
Sul mercato domestico, l’aggressività di BYD si riflette anche nei prezzi, che riassumiamo di seguito con le relative conversioni:
| Modello (nome per l’estero) | Prezzo di listino ufficiale | Prezzo in promozione |
| Denza B5 Flash-Charge Edition | 305.800 ¥ (44.800 $) | 299.800 ¥ (43.900 $) |
| Denza B5 210 km Tianshen Max | 259.800 ¥ (38.100 $) | 253.800 ¥ (37.200 $) |
| Denza B8 Flash-Charge Edition | 419.800 ¥ (61.500 $) | 409.800 ¥ (60.000 $) |
Inutile girarci intorno: che si tratti di sfrecciare a 250 all’ora nel comfort più totale o di arrampicarsi su mulattiere impossibili gestendo l’idraulica al millimetro, la strategia di Denza non lascia spazio a compromessi. E il mercato, a queste latitudini come in Asia, farà bene a prendere appunti.