10 Marzo 2026

Rivoluzione Apple: il nuovo MacBook Air M5 e il debutto dell’economico MacBook Neo

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Apple ha appena stravolto la sua strategia nel mercato dei portatili con una mossa a tenaglia pensata per presidiare ogni fascia di prezzo. Da una parte troviamo la nuova generazione di MacBook Air M5, che grazie a un’architettura di memoria completamente riprogettata riduce drasticamente le distanze dai modelli Pro. Dall’altra, l’azienda lancia un’offensiva senza precedenti nel segmento entry-level con il MacBook Neo, una macchina dal prezzo decisamente aggressivo che punta a rubare la scena a Chromebook e PC Windows economici.

L’Air M5 colma il divario con la linea Pro Presentata ufficialmente il 3 marzo 2026, la famiglia MacBook Air M5 porta con sé un cambiamento strutturale atteso da tempo. Dimenticate le vecchie configurazioni base da 256 GB: ora l’asticella di partenza è fissata a 512 GB di archiviazione, con la possibilità di spingersi fino a ben 4 Terabyte. L’aggiornamento non riguarda unicamente lo spazio disponibile. Gli ingegneri di Cupertino hanno infatti rivoluzionato il funzionamento interno delle unità a stato solido, adottando chip NAND a maggiore densità e ottimizzando i canali dati per aggirare i colli di bottiglia tipici dei precedenti modelli entry-level. L’obiettivo dichiarato è permettere anche alla configurazione base di sfruttare tutto il potenziale del nuovo processore M5, equipaggiato con 10 core CPU e fino a 10 core GPU.

I risultati sul campo parlano chiaro. I primi test indipendenti, pubblicati l’8 marzo da testate come Wccftech, evidenziano un salto prestazionale impressionante che tocca il 229% in più rispetto ai dispositivi M4. Tradotto in numeri, parliamo di velocità di lettura e scrittura che oscillano tra i 4 e i 7 Gigabyte al secondo. All’atto pratico, questo portatile sottile e privo di ventole riesce a surclassare persino le memorie premium dei MacBook Pro dello scorso anno, abbattendo i tempi d’attesa per chi lavora con pesanti file video in 4K o 8K e per gli sviluppatori alle prese con la compilazione di codice.

Un motore nato per l’Intelligenza Artificiale Questa iniezione di velocità rappresenta le fondamenta della nuova visione di Apple legata all’intelligenza artificiale. Il chip M5 garantisce prestazioni IA fino a quattro volte superiori rispetto all’M4, ma i core dedicati del Neural Accelerator hanno un bisogno vitale di accedere quasi istantaneamente a enormi moli di dati. La nuova architettura SSD, abbinata a una banda di memoria unificata portata a 153 GB/s (con un incremento del 28%), permette di caricare i modelli operativi senza la minima esitazione. La sinergia tra uno storage fulmineo e una RAM potenziata si traduce in un multitasking finalmente fluido, capace di gestire in parallelo decine di app esigenti e strumenti creativi basati sull’IA generativa locale.

Naturalmente, questo salto di qualità ha un impatto sui listini. Il MacBook Air M5 parte da 1.099 dollari per la versione da 13 pollici e 1.299 dollari per quella da 15, registrando un rincaro di cento dollari rispetto al passato. Gli analisti considerano tuttavia questa scelta un azzeccato riposizionamento: a fronte di un esborso leggermente superiore, l’utente si assicura il doppio dello spazio, connettività Wi-Fi 7 e prestazioni di ben altro spessore, collocando di fatto l’Air nella fascia media premium del mercato. I preordini sono attivi dal 4 marzo, con disponibilità globale fissata per l’11 marzo.

MacBook Neo: l’assalto alla fascia bassa Mentre l’Air alza il tiro, Apple interviene chirurgicamente per non lasciare scoperto il segmento inferiore lanciando il nuovissimo MacBook Neo. Proposto a un prezzo di partenza di 599 euro (o dollari), che scendono a 499 per il settore educational, rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra ai laptop pensati per studenti e budget ridotti.

Il segreto di una cifra così accessibile risiede nel “cuore” del dispositivo. Per questo modello l’azienda ha abbandonato i processori della serie M, affidandosi all’A18 Pro, il medesimo chip che anima gli iPhone di ultima generazione. Dotato di una CPU a 6 core e di un Neural Engine a 16 core, il Neo è perfettamente calibrato per gestire le attività quotidiane e le routine di Apple Intelligence. Esteticamente strizza l’occhio ai coloratissimi iMac di qualche anno fa, presentandosi in quattro tonalità fresche: Blush, Indigo, Argento e Citrus. Lo chassis in alluminio ospita un display Liquid Retina da 13 pollici, 8 GB di RAM non espandibili e un’unità SSD da 256 o 512 GB. A completare la dotazione troviamo una videocamera FaceTime a 1080p, l’Audio Spaziale, due porte USB-C e una batteria in grado di coprire fino a 16 ore di utilizzo.

I nuovi Pro e lo sguardo al futuro Questa massiccia riorganizzazione ha coinvolto anche la gamma pensata per i creativi più esigenti. I MacBook Pro da 14 e 16 pollici accolgono i muscolosi chip M5 Pro e M5 Max, garantendo incrementi notevoli nelle operazioni di machine learning e offrendo un punto di partenza di 1 TB per lo spazio di archiviazione.

L’industria tecnologica, però, guarda già al prossimo capitolo. Si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni sull’arrivo, entro la fine del 2026, di un MacBook Pro di altissima gamma dotato di schermo OLED e funzionalità touchscreen, una rottura storica per la tradizione della Mela. Spingendo lo sguardo al 2027, la linea di produzione potrebbe accogliere il primo MacBook pieghevole con un display da 20,3 pollici. Il lancio del MacBook Neo e il potenziamento della linea Air sembrano insomma inaugurare una fase di dinamismo senza precedenti per l’intera famiglia di computer Apple.