9 Febbraio 2026

Luci e ombre sul settore bancario: la solidità di Mediolanum a Milano e le sfide di DBS in Asia

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Mentre Piazza Affari continua a monitorare le performance dei suoi protagonisti finanziari, emerge un quadro contrastante tra la stabilità dei player italiani e le difficoltà riscontrate dai colossi asiatici, alle prese con un contesto di tassi in evoluzione. Da un lato abbiamo la resilienza dei fondamentali di Banca Mediolanum, dall’altro la frenata degli utili registrata da DBS Group a Singapore.

Mediolanum: i numeri della crescita

A Milano, Banca Mediolanum conferma la sua posizione di rilievo nel panorama del risparmio gestito e del settore bancario. Il titolo ha mostrato un andamento positivo, segnando un rialzo dello 0,41% e portandosi a quota 19,77 euro. La seduta ha visto un’attività di scambio vivace, con oltre 850.000 azioni passate di mano per un controvalore che ha superato i 16,8 milioni di euro. L’oscillazione giornaliera si è mantenuta in un range contenuto, toccando un massimo di 19,85 euro dopo un’apertura a 19,69 euro.

La forza dell’istituto fondato da Ennio Doris, che affonda le sue radici nella storica Programma Italia del 1982, risiede in una struttura multicanale ormai consolidata e nella capillarità dei suoi “family banker”. Dal debutto a Piazza Affari nel 1998, il gruppo ha saputo evolversi diventando un punto di riferimento non solo in Italia ma anche in diversi mercati europei.

Analizzando i bilanci più recenti, la traiettoria di crescita appare evidente. Il 2023 si è chiuso con un utile di esercizio di oltre 821 milioni di euro, un balzo significativo rispetto ai 521 milioni dell’anno precedente. Anche la redditività del capitale proprio (ROE) ha mostrato muscoli notevoli, attestandosi al 23,79%, ben al di sopra del 17,78% registrato nel 2022. Questi risultati sono stati trainati da un margine di intermediazione che ha sfiorato i 1,9 miliardi di euro, dimostrando l’efficienza del modello di business nel generare valore. Con una capitalizzazione di mercato che oggi supera i 14,8 miliardi di euro, la banca ha distribuito l’ultimo dividendo di 0,6 euro per azione nel novembre del 2025, confermando l’attenzione alla remunerazione degli azionisti.

Il rallentamento asiatico: il caso DBS

Spostando l’attenzione sui mercati orientali, lo scenario appare più complesso. DBS Group, la più grande banca di Singapore e del Sud-est asiatico per asset, ha inaugurato la settimana con notizie meno rassicuranti. L’istituto ha riportato un calo del 10% nell’utile netto del quarto trimestre, sceso a 2,26 miliardi di dollari di Singapore (circa 1,78 miliardi di dollari USA), mancando le stime degli analisti che puntavano a una cifra vicina ai 2,55 miliardi.

La reazione del mercato non si è fatta attendere: le azioni di DBS sono scivolate dell’1,5% a 58,41 dollari di Singapore subito dopo l’apertura, in controtendenza rispetto al leggero rialzo dell’indice di riferimento locale. A pesare sui conti è stata principalmente la contrazione del margine di interesse netto, sceso all’1,93% rispetto al 2,15% dell’anno precedente, complice il calo dei tassi domestici che ha eroso la redditività caratteristica dell’attività bancaria. Anche il rendimento del capitale proprio (ROE) ne ha risentito, flettendo al 13,5% dal 15,8% di un anno fa.

Prospettive incerte e nodi critici

Non mancano tuttavia le note positive per il colosso asiatico. Il segmento wealth management ha continuato a correre, con le masse gestite che hanno toccato il nuovo record di 488 miliardi di dollari di Singapore, segnando una crescita del 19% a valuta costante. Ciononostante, le prospettive delineate dal CEO Tan Su Shan invitano alla cautela.

Per il 2026, la banca prevede un margine di interesse leggermente inferiore ai livelli del 2025, basando le stime su un tasso medio overnight di Singapore (SORA) intorno all’1,25% e ipotizzando due tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, oltre a un rafforzamento della valuta locale. Di conseguenza, anche l’utile netto per l’anno in corso è atteso in lieve flessione.

Un ulteriore campanello d’allarme arriva dal fronte del credito: gli accantonamenti per perdite su prestiti sono balzati dell’81% nel quarto trimestre, raggiungendo i 415 milioni di dollari di Singapore. Tale incremento è legato principalmente all’esposizione nel settore immobiliare, sebbene la banca abbia contestualmente recuperato 206 milioni di accantonamenti generali precedentemente stanziati. Per gli azionisti, DBS ha comunque annunciato un dividendo ordinario di 0,66 dollari per azione, affiancato da un dividendo straordinario di 0,15 dollari come ritorno di capitale.