Unipol accelera nel 2025: utili record e dividendi a doppia cifra per il colosso assicurativo
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Poche realtà nel panorama finanziario italiano vantano la solidità e la capillarità di Unipol Gruppo S.p.A. Quotata a Piazza Affari dal lontano 1990, la società non è solo il leader indiscusso in Italia nel comparto Danni, dominando in particolare i settori della Rc Auto e della sanità, ma siede di diritto tra i dieci maggiori player a livello europeo. La sua forza risiede da sempre in una strategia mirata all’offerta integrata. Che si tratti di singole persone, famiglie o imprese, il gruppo copre l’intero spettro delle esigenze assicurative, finanziarie, immobiliari e di previdenza integrativa, operando capillarmente sul territorio soprattutto attraverso la propria controllata UnipolSai.
Un 2025 da incorniciare I numeri preliminari da poco diffusi fotografano un’annata a dir poco eccezionale. Unipol ha chiuso il 2025 con un utile netto consolidato pari a 1,53 miliardi di euro, mettendo a segno un impressionante balzo in avanti del 37% rispetto agli 1,12 miliardi registrati nel 2024. A trainare questa performance è stato senza dubbio il risultato netto del comparto assicurativo, attestatosi a 1,21 miliardi di euro, in crescita del 41% contro gli 860 milioni della fine dell’anno precedente. Per gli azionisti le notizie si rivelano altrettanto allettanti. I vertici della compagnia hanno infatti annunciato la proposta per un dividendo di 1,12 euro per azione. Un incremento netto del 32% che stacca di misura gli 0,85 euro distribuiti nel precedente esercizio.
Raccolta premi e solidità patrimoniale in forte espansione La vera spinta ai conti è arrivata dalla raccolta. I premi diretti complessivi hanno toccato quota 17,36 miliardi di euro, lasciandosi ampiamente alle spalle i 15,62 miliardi del 2024. Entrando nel dettaglio delle singole divisioni, il settore Danni diretto ha raggiunto i 9,58 miliardi di euro rispetto ai 9,18 dell’anno precedente, mentre il comparto Vita ha registrato un’accelerazione notevole, passando da 6,45 a 7,78 miliardi. Anche gli indicatori di solidità confermano questo stato di grazia. Il Solvency ratio consolidato, parametro cruciale per le assicurazioni, è schizzato al 233% dal 212% del 2024. Il ROE ha invece raggiunto un solido 15%, in deciso miglioramento rispetto all’11,5% dell’anno precedente.
Lo storico recente a confronto Si tratta di un salto di qualità molto evidente se confrontato con il trend del quadriennio 2020-2023, periodo in cui il gruppo aveva comunque mostrato un’ottima resilienza. In quel lasso di tempo i premi emessi si mantenevano costantemente sopra i 10 miliardi di euro (toccando gli 11,87 miliardi nel 2021, a fronte di ricavi in cui i premi pesavano per circa l’82%). L’utile di esercizio viaggiava dagli 864 milioni del 2020 per poi arrivare agli 1,33 miliardi del 2023. Nello stesso periodo, il patrimonio netto si era andato rafforzando fino a sfiorare i 9,8 miliardi di euro a fine 2023, a supporto di impieghi totali superiori ai 60 miliardi. Oggi, con i risultati del 2025, la marcia ha decisamente cambiato ritmo, lasciando i rendimenti passati (con ROE tra l’8% e il 13,5%) alle spalle.
La reazione di Piazza Affari Al di là dei conti brillanti e dei fondamentali in palese rafforzamento, l’andamento del titolo in borsa continua a seguire le consuete fisiologie e prese di beneficio dei mercati. Alle 11:50 dell’ultima seduta utile, le azioni Unipol venivano scambiate a 19,19 euro, registrando una flessione temporanea dell’1,74%. Una variazione contingente legata alle dinamiche di contrattazione, che non va minimamente a scalfire l’ottimo stato di salute strutturale del gruppo.