4 Febbraio 2026

Oltre i numeri: il concetto di fatturato e la rivoluzione del credito al consumo

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Quando si analizza la salute finanziaria di un’impresa o di un intero settore, il punto di partenza imprescindibile è sempre il fatturato. Nel lessico aziendale, questo termine – spesso indicato dalla stampa specializzata anche come “ricavi” o “giro d’affari” – rappresenta la somma totale delle fatture emesse in un determinato periodo, coprendo sia le vendite sul mercato interno che quelle destinate all’estero. È fondamentale, tuttavia, comprendere la sua esatta composizione per non incorrere in valutazioni errate: il valore si intende sempre al netto dell’IVA e degli sconti esposti in fattura, ma al lordo delle spese accessorie addebitate al cliente, come i costi di trasporto, imballaggio o imposte specifiche di fabbricazione.

Nel calcolo rientrano le vendite di prodotti, le prestazioni di servizi e le lavorazioni conto terzi, mentre viene esclusa la cessione di beni strumentali, ossia la vendita dei capitali fissi dell’azienda. Un aspetto cruciale che spesso genera confusione riguarda la distinzione tra aspetto economico e finanziario: il fatturato misura il corrispettivo delle vendite in un dato momento, ma non è sinonimo di “entrata di denaro”. La liquidità effettiva, infatti, segue dinamiche finanziarie che possono non coincidere temporalmente con l’emissione della fattura. Ed è proprio su questa sfasatura temporale tra acquisto e pagamento effettivo che si innesta una delle tendenze più dirompenti dell’economia italiana attuale: il Buy Now Pay Later (BNPL).

Il boom dei pagamenti dilazionati in Italia

Se il fatturato è la metrica di riferimento per le aziende, il motore che oggi ne sta accelerando la crescita, specialmente nei settori fashion e travel, è la flessibilità dei pagamenti. Secondo il recente report “Italy Buy Now Pay Later Business and Investment Opportunities”, aggiunto all’offerta di ResearchAndMarkets.com, il mercato italiano del “compra ora, paga dopo” si trova in una fase di espansione verticale. Dopo aver registrato una crescita robusta con un CAGR del 29,1% nel triennio 2022-2025, le previsioni indicano un ulteriore balzo in avanti: si stima che il settore crescerà del 26,2% su base annua, portando il valore del mercato dai circa 8,06 miliardi di dollari del 2025 a 10,17 miliardi nel 2026.

Le proiezioni a lungo termine delineano uno scenario ancora più ambizioso. Si prevede che l’onda lunga di questa modalità di pagamento continuerà a sostenere i consumi fino al 2031, anno in cui il settore potrebbe toccare la cifra record di 26,6 miliardi di dollari, mantenendo un tasso di crescita composto annuale del 21,2% nel periodo 2026-2031.

Consolidamento bancario e nuove regole del gioco

Il panorama competitivo italiano sta subendo una rapida metamorfosi. Se in una prima fase il mercato era dominato da fintech indipendenti, i prossimi due o quattro anni vedranno un progressivo consolidamento attorno a modelli sostenuti dalle banche e da fornitori regolamentati. Questo cambiamento è guidato principalmente dall’adeguamento normativo, in particolare con l’introduzione della Direttiva sul Credito al Consumo II (CCD II), che innalza le soglie di conformità e spinge verso modelli più supervisionati, in linea con le direttive della Banca d’Italia sul credito a breve termine.

Istituti tradizionali e acquirer stanno reagendo con vigore. Deutsche Bank Italia e i principali emittenti di carte stanno integrando soluzioni rateali direttamente nelle loro offerte, mentre giganti come Nexi e Compass hanno esteso la soluzione PagoLight sia ai commercianti fisici che a quelli online, sfruttando l’integrazione con il gateway XPay. Non si registrano ingressi di nuove grandi fintech autonome nell’ultimo anno; la battaglia si gioca piuttosto sulla capacità di banche e PSP (Payment Service Providers) di incorporare le funzioni rateali nelle infrastrutture di checkout già esistenti, riducendo la dipendenza dei commercianti da integrazioni BNPL separate.

I protagonisti del mercato

In questo contesto in evoluzione, player come Scalapay continuano a mantenere un ruolo centrale, differenziandosi grazie a una forte penetrazione nei settori verticali ad alto valore come la moda, i viaggi e il lifestyle retail. Al contrario, colossi internazionali come PayPal (con il servizio “Paga in 3 rate”) e Klarna puntano su una copertura capillare dell’ecommerce generalista, pur senza la profonda localizzazione che caratterizza i concorrenti domestici.

L’evoluzione del mercato BNPL in Italia non è più solo una questione di facilitazione dell’acquisto, ma rappresenta una strategia strutturale per sostenere il “giro d’affari” delle imprese in un contesto economico complesso. La competizione si sposterà sempre più sulla copertura degli esercenti, sui framework di gestione del rischio e sulle partnership di finanziamento, con gli operatori locali forti di alleanze bancarie ben posizionati per rimanere influenti in un settore destinato a triplicare il proprio valore nel prossimo decennio.