Scommessa sui chip: l’America acquisirà una quota del 10% in Intel?
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Intel, un tempo sinonimo dell’industria dei microprocessori, ha perso terreno negli ultimi anni, rimanendo indietro rispetto ai suoi concorrenti. Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare radicalmente: l’amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di acquisire una quota del 10% della società, diventandone di fatto uno dei maggiori azionisti. Un’operazione di tale portata non solo fornirebbe un’iniezione di capitale, ma potrebbe anche incentivare i progettisti di chip a dare fiducia alle fonderie di Intel.
Una fiducia ritrovata nonostante le sfide
Nonostante le difficoltà, le azioni di Intel (NASDAQ: INTC) hanno registrato un’impennata di oltre il 20% nel mese di agosto. L’azienda sta ancora affrontando problemi significativi, tra cui la crescente perdita di quote di mercato a favore della rivale AMD e la carenza di clienti di rilievo per la sua divisione di produzione di semiconduttori per conto terzi (foundry). A ciò si aggiungono le indiscrezioni su presunti problemi di resa del suo processo produttivo avanzato, l’Intel 18A, che avevano persino alimentato voci su un possibile abbandono del progetto per concentrarsi su tecnologie future come l’Intel 14A.
Gli investimenti strategici di Softbank e del governo USA
Mentre il piano di rilancio di Intel procede lentamente, il valore dei suoi impianti di produzione statunitensi sta attirando un notevole interesse. La giapponese Softbank ha recentemente iniettato 2 miliardi di dollari nella società attraverso l’acquisto di azioni, e sembra che prima di questo accordo avesse discusso l’acquisizione in blocco dell’intera divisione foundry.
Ora, anche il governo degli Stati Uniti è sul punto di intervenire. La discussione su una possibile partecipazione statale del 10% è un segnale forte. Sebbene il denaro sia fondamentale, visti gli enormi requisiti di capitale per la costruzione di impianti all’avanguardia, l’aspetto più importante di questi accordi è il segnale di fiducia che inviano al mercato. Un coinvolgimento governativo potrebbe spingere i progettisti di chip a considerare seriamente Intel come partner produttivo, e l’acquisizione anche di un solo cliente esterno di rilievo metterebbe il business delle fonderie su un percorso di maggiore stabilità.
La collaborazione con Arm per sfidare TSMC
L’investimento di Softbank assume un’importanza strategica ancora maggiore se si considera che la holding giapponese detiene una partecipazione di maggioranza in Arm. I chip basati su architettura Arm dominano il mercato degli smartphone e stanno guadagnando terreno anche nei PC e nei server. Arm non produce direttamente chip, ma concede in licenza la sua proprietà intellettuale a giganti come Apple, Nvidia e Qualcomm.
Dal 2023, Intel collabora con Arm per ottimizzare il suo processo produttivo Intel 18A proprio per i chip basati su questa architettura. L’obiettivo è chiaro: presentarsi come un’alternativa credibile al leader indiscusso del settore, la taiwanese TSMC. Per i clienti di Arm, avere un’opzione produttiva valida e basata negli Stati Uniti potrebbe tradursi in costi inferiori e, soprattutto, in un modo per aggirare i dazi sui semiconduttori che incombono sulle catene di approvvigionamento globali.
La scommessa sull’intelligenza artificiale
Parallelamente, Intel sta compiendo uno dei più grandi cambiamenti architetturali degli ultimi 40 anni, puntando con decisione sul settore dell’intelligenza artificiale. L’azienda ha lanciato nuovi chip specifici per AI, destinati sia ai data center che ai PC. Tra questi spicca l’Intel Core Ultra, dotato di una NPU (Neural Processing Unit) che garantisce un’accelerazione AI a basso consumo energetico, con un’efficienza energetica 2,5 volte superiore rispetto alla generazione precedente.
Grazie a queste innovazioni, Intel punta a rendere l’ecosistema AI più accessibile, riducendo i costi e migliorando le prestazioni. L’azienda sta già registrando un forte interesse per i cosiddetti “AI PC” e prevede di distribuirne oltre 100 milioni entro la fine del 2025. Anche le piattaforme Intel Xeon si stanno affermando come punto di riferimento nel settore 5G, dimostrando la determinazione dell’azienda a riconquistare la sua leadership tecnologica.